Vi scrivo alcune considerazioni nella speranza di non apparire “minato” dall’ansia ma semplicemente per cercare un filo logico in ciò che sta accadendo.
Sono convinto che questa pandemia sia un attacco ed abbia dei mandanti con obiettivi ben precisi e pianificati che dispongono già della cura farmacologica e vaccinale.
Il virus ha caratteristiche “interessanti” e potenzialmente rivelatorie:
- Sconosciuto e privo di cura
- Silenzioso, potenzialmente mutante ed aerobico.
- A rapida diffusione e precedentemente diffuso in maniera silente usando portatori sani.
- Imprevedibile in quanto dotato di criteri di mortalità forse selettivi ed in sinergia con altri fattori.
- Dotato di un tasso di mortalità percentualmente basso ma alto in assoluto.
- Difficile da monitorare in termini di numero effettivo dei contagi. Fatto che rende la valutazione delle fasi della pandemia (diffusione, picco, recessione) impossibili.
Allo stato attuale il virus sembra coinvolgere tutte le nazioni del mondo. I governi della maggior parte dei paesi occidentali hanno dimostrato l’incapacità di gestire l’epidemia e stanno combattendo una guerra contro il tempo.
Cina e Russia sembrano riuscire a fronteggiare la situazione, anche grazie a regimi totalitari e logiche non elettive e, forse, ad un asso nella manica (la cura). Non sono apparsi immuni, forse per non suscitare sospetti.
Il virus ha sfruttato contesto culturale (ansia sociale alimentato dai media), inadeguatezza dei sistemi sanitari, incompetenza della politica, discrepanze dell’attuale sistema finanziario internazionale a partire dall’assenza di valori reali ed intrinseci per arrivare alle dinamiche isteriche. Il virus ha minato lo stato d’animo del popolo costretto alla reclusione prolungata tra le mura domestiche ed alle limitazioni alla libertà personale, funestata dall’ immondo “battage” dei media e vissuta come sopruso da parte dei propri governanti.
Il fattore salute, che assorbe l’attenzione di tutti, distrae fatalmente da tutto il resto. Una tattica diversiva nell’ambito di un’aggressione senza aggressore identificabile, privo di natura umana od identità nazionale ed atta a distrarre dal reale obiettivo.
Per sommi capi gli effetti della pandemia sono e saranno a breve:
- Creazione di incertezza assoluta nella mente dei singoli e nei governanti
- Crisi dei sistemi politici, sanitari, sociali, economici delle varie nazioni
- Rinascita dei nazionalismi e crisi dell’Unione Europea
- Crisi della finanza internazionale con ripercussioni significative su istituti di credito, economia e risparmi.
- Rinascita dei conflitti sociali in forma ingestibile
L’implosione delle nazioni e dell’intero sistema mondiale attuale senza colpevoli identificabili è la mia ipotesi.
Per parlare del nostro paese richiamo l’attenzione sulla “scelta” dell’Italia come uno dei focolai primari. Italia che è stata storicamente e politicamente la “puttanella” delle superpotenze e più recentemente il tallone d’Achille dell’Unione Europea di cui è membro fondamentale e particolarmente indebitato. Intanto riceviamo aiuti da Cina, Russia, e…Cuba (?). Sarà un caso? O forse la “pedina” italiana sarà utilizzata per gettare l’intero scacchiere dell’Eurozona nel caos? Sta di fatto che cantiamo l’inno di Mameli e, insieme a questo patriottismo inconsueto, si riaccendono nazionalismo e dissapori (mai del tutto sopiti) con Francia e Germania e verso un’Unione Europea politicamente inetta e frammentata.
Gli USA sono stati investiti del virus malgrado le iniziali dichiarazioni di Trump che, nel frattempo, pare aver tentato di accaparrarsi un potenziale vaccino dalla Germania senza successo ma nel verosimile intento di reagire all’attacco “virale”. Gli Stati Uniti hanno, nel proprio sistema sanitario, il punto debole. Quel sistema sanitario che dovrà fronteggiare l’emergenza e prendersi cura dei cittadini. Se gli USA sono dotati di potere finanziario, militare, di intelligence e spirito patriottico significativi, è pur vero che essi abbiano già subito attacchi informatici durante le ultime elezioni. Il pericolo di caos sociale e disordini (se non proprio di implosione) nonché il dissenso verso il controverso Presidente non sono da sottovalutare.
Le guerre oggi si combattono minando il nemico dall’interno con i media, l’economia, la finanza ed i virus ancor più che con le armi che, essendo oggi di distruzione di massa, distruggerebbero il “giocattolo” e non porterebbero ad alcun beneficio. E’ pur vero che, allo stato attuale, tutti stanno pensando di stanziare migliaia di miliardi per la salute e per l’economia e sicuramente non per gli armamenti, la difesa del territorio o la difesa informatica. La distrazione è una tattica collaudata.
Tralasciando comunque i conflitti armati e mondiali è verosimile ipotizzare situazioni diverse ed una revisione profonda di sfere d’influenza, interazioni economico-finanziarie ed equilibri mondiali con relative alleanze e sudditanze. Il tutto in un conflitto contro un nemico invisibile ed apolide dove, paradossalmente, la leva della cura diventa più potente di qualsiasi potere finanziario o militare.
La domanda da porsi è “quando” la cura verrà rivelata e come e da chi sarà utilizzata. La velocità di diffusione non deve crearci aspettative sull’ altrettanto veloce soluzione che dipende dal raggiungimento delle condizioni volute e quindi dalle tempistiche di diffusione ed alle conseguenze a livello mondiale.
L’ipotesi comunque è un connubio di interessi tra alcuni governi, entità finanziarie e (chissà) colossi dell’industria farmaceutica che sono artefici e registi di questa strage e che li vedrà diventare immensamente potenti grazie alla cura farmacologica, alla speculazione resa possibile dalla conoscenza degli sviluppi futuri ed alle sudditanze politiche ed economiche per le quali hanno posto le basi. Il tutto uscendone paradossalmente “puliti” ed anzi meritevoli di riconoscenza dell’opinione pubblica mondiale per aver salvato l’Umanità ed aiutarla nella ricostruzione.
Un delitto perfetto.