D: Buongiorno Oracolo Pazzo, pare che la pandemia non abbia inibito la tua creatività…
R: No, in effetti la clausura forzata lascia tempo per riflettere e per scrivere. Non ci crederai ma, pur non essendo ipocondriaco, ho preso molto seriamente le direttive del governo.
D: Veniamo al tuo saggio. Il titolo sembra far riferimento all’attuale pandemia di Corona virus. E’ corretto?
R: Il tema era attuale ben prima della diffusione del Covid e mi ha sempre affascinato. L’accenno alle catastrofi sanitarie è ricompreso nel testo ma lungi da me affrontare il problema specifico per una serie di motivi. Il primo è che non voglio agire da sciacallo come molti soggetti fanno per guadagnare notorietà o denaro. In secondo luogo, non ho né la cultura né le informazioni per dare una chiave di lettura al problema presente. In ultimo, il saggio è privo di velleità scientifiche ed anzi tratta l’argomento in modo leggero e funzionale a stimolare la riflessione e l’approfondimento.
D: Qualcuno potrebbe accusarti di sottovalutare ed anzi sbeffeggiare le catastrofi, le disgrazie ed i pericoli reali…
R: Al contrario, in varie occasioni esorto a non sottovalutare la realtà dei fatti, le minacce ed i rischi rimarcando il mio sommo rispetto per chi soffre. In un certo qual modo comprendere le strategie ansiogene dà una chiave di lettura ed uno strumento di discernimento per riconoscere la “montatura mediatica” dalla minaccia reale.
D: Leggendo il saggio penso che alcune categorie di persone possano sentirsi profondamente offese…non temi attacchi o addirittura querele?
R: Non faccio nomi e cognomi e d’altronde stigmatizzo atteggiamenti e situazioni ma puntualizzo che, talvolta, si riferiscono a soggetti singoli e non ad intere categorie. Ciò che riferisco, d’altronde, oltre ad essere un’opinione personale, è la rappresentazione generica di fatti reali e ben conosciuti dall’ “uomo della strada”
D: Perché pubblicare un saggio di sole 20 pagine? Non pensi di esser stato un po’ avaro di parole?
R: Purtroppo ho il dono della sintesi e detesto la diluizione dei concetti. D’altronde il pubblico è fatto sia da lettori seriali che da persone che leggono poco e verrebbero disincentivati dalla lunghezza del saggio. Se il pubblico lo richiedesse, la prossima volta mi impegnerò ad essere più prolisso.
D: Cosa vorresti dire ai tuoi lettori?
R: Banalmente consiglierei di sfruttare la clausura forzata per leggere il mio breve saggio, di non sottovalutare il Corona virus sia come malattia che nei suoi risvolti socio-economici e di affrontare il futuro, qualunque esso sia, con coraggio, lucidità e compattezza.