Intervista ad Oracolopazzo. Parte I. Autrice F.N.

Ciao Oracolo Pazzo, ti aspettavi tutto questo successo quando, solo pochi mesi fa, hai deciso di aprire il tuo profilo?

No, in realtà è stata una persona a me molto cara a darmi l’idea. Non sono mai stato molto “social” e l’unico profilo prima di questo era un profilo personale e molto “ufficiale” su LinkedIn. Utile, necessario e stimolante…come un biglietto da visita. Il profilo Instagram è un’altra cosa e mi dà soddisfazione. Quest’esperienza mi sta insegnando molto sia umanamente che dal punto di vista delle logiche di funzionamento dei “social network”.

Perché nascondi la tua identità ed addirittura il tuo volto?

Non ci metto la faccia ma ci metto l’anima. Chi legge i miei post mi conosce meglio di molti di coloro che incontro quotidianamente. E d’altronde la sensazione di libertà e liberazione dalla propria apparenza è quasi inebriante, un’esperienza spirituale. Le dinamiche legate all’apparenza sono un po’ banali e noiose e l’immagine percepita fuorviante, a volte. Questo per dare una spiegazione filosofica…all’atto pratico sono timido, sono riservato e la mia vita, come quella di molti, è fatta di ambiti in cui si vestono i costumi di personaggi molto diversi fra loro.

Quindi i tuoi post sono autobiografici?

In un certo qual modo lo sono…sia quando parlano di mie esperienze di vita vissuta che quando raccontano una storia romanzata, una favola o una leggenda. Ma il mio vero piacere non sta nel raccontare qualcosa di me ma nel creare pensieri, descrivere situazioni esprimere punti di vista in cui le persone si ritrovino. Parlo di me ma parlo anche di altri, scrivo anche per me stesso ma prevalentemente per gli altri.

Qualcuno ti rimprovera di risultare un po’ saccente e di parlare come un cattedratico della vita…

Quello che dici mi spiace perché l’intenzione non è quella di parlare da una cattedra a chi legge. Se dovessi anzi immaginare una situazione ed una posizione mi descriverei vicino al lettore/lettrice, seduti uno di fianco all’altro o all’altra come al bancone di un pub, appoggiando la mano sulla sua spalla, osservando il suo viso con sguardo aperto e colmo di buone cose. In primis l’Umiltà.

Passi più tempo a scrivere i tuoi post o a leggere quelli altrui?

Dipende dai giorni e dai momenti della giornata. Diciamo che suddivido equamente il mio tempo nelle due attività. La lettura e la visione dei post altrui è parte essenziale per me nonché fonte di ispirazione. Anche i dialoghi che si instaurano nei commenti o nei messaggi diretti sono molto interessanti. 

Ma si può sapere almeno che lavoro fai nella vita?

Ora che me lo fai ricordare…sono in ritardo per un appuntamento e devo scappare…se un giorno di questi hai tempo e voglia per un caffè continuiamo il discorso…mi ha fatto piacere conoscerti…

(…)

Pubblicato da oracolopazzo

Qualcuno a me molto vicino mi ha detto che, considerata la mia storia di vita, dovrei scrivere un'autobiografia. Preferisco lasciare che le mie frasi, i miei pensieri ed i miei articoli vi dicano qualcosa...e non necessariamente di me.

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