A te ragazzo che pensi di aver sofferto nella vita per un padre assente ed una madre anaffettiva.
A te che pensi di aver conosciuto la strada e la cattiveria del mondo per essere cresciuto nel cortile di una casa popolare
A te che pensi di aver visto la morte in faccia perché sei caduto dal motorino o per una scazzottata fuori dalla discoteca
A te che pensi di esser più duro perche sei cresciuto in un quartiere povero di una città ricca.
A te che pensi che basti aver visto qualche decine di fiche per aver conosciuto il sesso e capito l’altro sesso.
A te che pensi di aver sgamato le debolezze di gente più vecchia di te perché hai conosciuto i vizi di qualche quarantenne
A te che preferisci criticare il sistema che trovare la tua strada…
A te dico una cosa…
Incrocerai lo sguardo di molte persone stuprate durante l’infanzia. Persone che hanno visto sterminare la propria famiglia e hanno fiutato l’odore del sangue di un genitore. Persone che hanno fronteggiato diagnosi di malattie incurabili. Persone che sono morte e tornate in vita. Persone che conoscono quel tipo di inedia che ti porta ai confini della vita. Persone che hanno combattuto una guerra in prima linea e sanno che sotto, il fuoco nemico, ci si urina addosso senza accorgersene. Persone che hanno guardato la propria morte negli occhi e sono tornate a vivere.
Sei un fottuto illuso ragazzo mio, un eroe di carta, una fortezza senza fondamenta, un cavaliere con un armatura immaginaria.
E allora…
Non sopravvalutare la tua sofferenza e neppure la tua furbizia.
Non pensare mai di aver visto tutto e non pretenderlo neppure.
Quando penserai di aver vissuto e capito tutto fai un passo indietro, abbassa il capo e assorbi l’esperienza di chi ha sofferto davvero. Rispetta la sofferenza altrui ed impara da essa. Poi guardati allo specchio ed affronta te stesso con forza e umiltà.